La musica degli angeli – Sandra Greggio

Ed è attraverso

Quella dolce melodia

Che la musica entra in me,

Mi pervade tutta

E mi fa sognare.

E vi vedo,miei cari,

In questi giorni a voi dedicati,

Finalmente sereni,

Perché vi siete ritrovati

Dopo un lungo e faticoso cammino.

Vi vedo passeggiare

Incontro ad un sole luminoso

Sotto una leggera pioggia dorata

Che si posa su un tappeto di piume.
Ispirata da Gabriel’s Oboe

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La Regione siciliana è una fabbrica di sprechi

Laddove non c’è eccellenza ci sono sprechi. Non è vero che i giornalisti bravi non esistono più. Guardate questo servizio e lasciate la vostra opinione perché questa  Italia è una nazione di eccellenze soffocate da un mare di mediocrità. Riuscire ad elevare la cultura media del cittadino italiano permette una riduzione degli sprechi e la creazione di modelli di eccellenza.

Molino Demetra a Castel Ruggero: il vero grano e farro d’eccellenza.

A Castel ruggero, una frazione di Torre Orsaia nel Parco Nazionale del Cilento abbiamo un nuovo Molino nato dall’idea di coniugare artigianalità e qualità massima. Il Mulino è gestito dalla famiglia Caputo che lavora anche in proprio il farro. Per poter visitare e prenotare queste farine speciali potete telefonare al numero 349 41 19 177.

“#LGE: Laboratorio del gusto eccellente”: 1 Novembre 2017 alla trattoria con orti “La Baita” di Santa Marina

#LGE Laboratorio del gusto eccellente –  1 Novembre 2017

Eccellenze.org, Cilento Digitale, Autoscuola Praticò, Gonfiabili Mania e la cooperativa Labor Limae vi invitano al laboratorio del gusto eccellente: evento gratuito del 1 Novembre 2017.IMG_20170531_140207_503

Se vuoi imparare a fare i cavatelli ed altri formati antichi di pasta devi prenotare il tuo posto gratuito alla trattoria con orto “La Baita” (eccellenze.org/labaita) di Santa Marina.

Dalle ore 18 i partecipanti potranno registrare, fotografare e cimentarsi in prima persona nella realizzazione di pasta fatta in casa. Verranno spiegati tutti i passaggi per ottenere una pasta casalinga di ottima qualità e quali ingredienti garantiscono una riuscita migliore del prodotto.
La prenotazione é necessaria per capire quanto materiale occorre per il laboratorio.
Al termine del momento formativo, chi lo desidera, può rimanere alla cena organizzata del comitato “tu sei eccellenza!”.
Al costo di 18 euro (15 euro in in prevendita micromercato) sarà possibile mangiare la pasta fatta in casa da Marina (quella fatta dai partecipanti rimane di loro proprietà alla fine del laboratorio) unita alle prelibatezze dell’orto della trattoria “La Baita” e ad altre specialità tipiche del ristorante come il tagliere di affettati e formaggi e le verdure fritte accompagnate dal pane di farro. Tutti i partecipanti riceveranno come gadget gastronomico da portare a casa una pagnottella di farro cotta nel forno a legna del ristorante.

Puoi prenotare visitando eccellenze.org/gusto, telefonicamente al numero 3394621021 oppure al 3404931860.

Per qualsiasi altra informazione lascia un commento!

 

Marco Costanzo: i micromercati (KPLS)

 

 

Al mio mentore ed Amico che da oggi vuole essere Eccellenza!

Con la convinzione che nulla accada per caso.

 

 

Marco Costanzo

www.eccellenze.org/marco

 

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SIENA

FACOLTÀ  DI SCIENZE ECONOMICHE E BANCARIE

CORSO DI LAUREA IN SCIENZE ECONOMICHE E BANCARIE

 

 

 

I micromercati virtuali:

 Introduzione al Kiko’s Price Level System®

 

 

Relatore:

Chiar.mo Prof. GIULIANO BIANCHI

 

Laureando:

Marco Costanzo

ANNO ACCADEMICO 1998/99

 

Introduzione

C’è una misura nelle cose, vi sono precisi confini, oltre i quali e prima dei quali non può sussistere il giusto.

Orazio

 

Alle soglie del terzo millennio le nuove tecnologie presentano al genere umano la grande opportunità di vedere realizzato il salto di qualità nel coordinamento dell’uso delle risorse produttive cercato sin dagli inizi dello studio dei sistemi economici. Alcune ricerche recenti hanno, infatti, dimostrato che il 65% della competitività dei sistemi regionali dipende, a parità di apparato produttivo, dalla densità delle reti telematiche e del loro grado di connessione, dalla qualità delle applicazioni che vi circolano, e che dalla rete sono accessibili (Bianchi 1998).

Obiettivo di questo lavoro è quello di presentare un’applicazione originale denominata “Kiko’s Price Level System” (Pls in breve) che interpreti un possibile sviluppo nell’introduzione delle tecnologie telematiche come fattore nuovo nella localizzazione delle attività economiche.

Attraverso lo strumento del “micromercato virtuale”, ambiente in cui il Pls viene implementato, i processi produttivi riguardanti molte categorie di beni e servizi possono essere pianificati in maniera scientifica così da eliminare le inefficienze sistemiche legate alla mancanza di informazioni cruciali quali la conoscenza esatta della curva di domanda e delle sue modificazioni. Questo può contribuire a predisporre politiche economiche adeguate alle realtà locali per costruire equilibri stabili.

Fin dal celeberrimo esempio della suddivisione del lavoro nella fabbrica di spilli di Adam Smith, l’economista si è reso conto dell’importanza assunta dal coordinamento e dalla competizione nei sistemi produttivi ed è impossibile negare che l’efficienza acquisita laddove questi elementi erano presenti nella giusta proporzione è stato uno dei fattori su cui sistemi economici di successo hanno fondato il proprio destino.

Accanto all’economia reale ed a quella “di carta” del movimento dei capitali si sta affacciando da meno di un decennio sulla scena mondiale un’economia “virtuale” fatta dai bit che scorrono lungo le reti telematiche. Le autostrade dell’informazione stanno rivoluzionando gradatamente le abitudini dei consumatori e dei lavoratori di tutto il mondo e modificando gli equilibri dei sistemi regionali di produzione. I mercati possono dilatarsi con la conquista di spazi impensati come nel caso del piccolo salumificio che grazie ad Internet esporta l’85% della propria produzione oppure ridursi drasticamente per l’avvento di concorrenti che si trovano a migliaia di chilometri di distanza.

Diventa allora importante capire se è ipotizzabile realizzare un nuovo approccio che consolidi lo stretto rapporto tra competitività e reti telematiche, in termini di densità, accessibilità e intensità d’uso delle stesse. Se è vero che i sistemi regionali con un maggior grado d’informatizzazione offrono alle proprie aziende un vantaggio competitivo, in termini d’efficienza, rispetto a quelli meno dotati di strutture ad alta tecnologia allora è auspicabile che si sviluppi un nuovo paradigma di processo produttivo che utilizzi questo tipo d’informazioni a monte e come legittimazione dello stesso.

Le esperienze di commercio elettronico a tutt’oggi si rivelano una pedissequa ripetizione di quello effettuato attraverso i canali tradizionali ed ancora non è stata sfruttata appieno la specificità data dallo scambio bidirezionale delle informazioni in tempo reale tra chi predispone la vendita di un bene o un servizio e chi è interessato alla sua acquisizione. Il tentativo da me realizzato è quello di proporre un modello che superi l’utilizzo delle infrastrutture telematiche solo come canale di distribuzione. Recuperando una visione olistica del processo produttivo, possiamo ipotizzare un’architettura che permetta ai produttori ed ai consumatori di rivedere le rispettive posizioni e di dare un senso più profondo allo scambio economico in termini di sostenibilità dello sviluppo collettivo.

La dinamica delle economie di tipo capitalistico è storicamente centrata su due fondamentali modalità d’organizzazione e produzione dei beni ed erogazione dei servizi, da una parte la produzione di massa, che vede la grande impresa utilizzare macchine e tecnologie standardizzate per una produzione in serie, dall’altra la specializzazione flessibile, articolata su unità organizzative in grado di fabbricare beni in piccoli lotti con caratteristiche quasi artigianali.

Il modello del “distretto industriale” ha risposto egregiamente alle esigenze di un’economia matura, in cui i bisogni degli individui andavano assumendo caratteristiche diverse da quelle dello stadio precedente, ma sono iniziati a sorgere dubbi sulla sua “funzionalità” anche nell’era postindustriale. Sin dal 1994 infatti ci si è chiesto se questo schema potesse mantenere la sua validità in termini descrittivi, epistemologici ed interpretativi (Varaldo e Ferrucci, 1993; Bianchi, 1994; Bortolotti, 1994). La possibilità di recuperare la competitività dei sistemi regionali è affidata anche alla qualità delle applicazioni che transitano sugli snodi informatici e alla tempestività con cui i decisori istituzionali pongono in essere le nuove infrastrutture.

La prima parte di questo lavoro introdurrà il modello del micromercato virtuale evidenziando come attraverso questo strumento sia possibile determinare in maniera scientifica il posizionamento dei beni sul mercato antecedentemente alla loro effettiva produzione. In seguito verranno presentate alcune possibili utilizzazioni del “Kiko’s Price Level System” (abbreviato anche in Pls) nei settori in cui esso prospetta soluzioni innovative. Seguiranno delle considerazioni sulla sfida che i cambiamenti di scenario impongono agli agenti economici e le ipotesi sull’utilizzo del Pls come stabilizzatore dinamico dei processsi produttivi.

Parte Prima

L’immissione sul mercato di un nuovo prodotto

 

Non so come mi vede il mondo. Io mi vedo solo come un bambino che gioca sulla spiaggia, divertito quando trova un ciottolo più liscio ed una conchiglia più bella, mentre il grande oceano della verità si stende misterioso davanti a me.

(I. Newton)

 

 

 

Ogni organizzazione che si fa carico di un processo produttivo destinato a qualche forma di mercato, deve sempre e comunque decidere quanto produrre ed a che prezzo. Queste due variabili sono altamente correlate ed i fattori che concorrono a determinarle tanto complessi da rendere difficile una loro precisa definizione. Gli operatori economici agiscono in condizione di razionalità limitata ed elaborano scelte basandosi sulle informazioni incomplete a loro disposizione allontanandosi molto spesso dalla situazione di massima efficienza determinata dall’intersezione delle curve di domanda ed offerta. Le imprese si avvalgono di sistemi informativi, coincidenti in parte con i sistemi di marketing, che permettono, nella maggior parte dei casi, solo di stimare la curva di domanda del prodotto oggetto d’investimento.

L’informazione mancante al decisore aziendale per costruire la “vera” curva determinata dai consumatori, in un situazione pro-tempore stabile, è senza dubbio il prezzo di riserva dei potenziali acquirenti del bene o servizio commercializzato.

Il “Kiko’s Price Level System” come sistema informativo evoluto, grazie all’implementazione del micromercato virtuale provvede alla raccolta tempestiva di questi dati e di tutte le altre informazioni necessarie a far espandere la produzione fino e non oltre il punto ottimale.

 

 

 

 

 

 

Funzionamento del “Kiko’s Price Level System”

 

La costruzione del micromercato virtuale è un momento fondamentale nell’applicazione del Pls ai processi produttivi. Questa struttura guida la comunicazione tra produttori e consumatori in maniera affatto nuova.  La realizzazione di questo ambiente virtuale avviene essenzialmente in tre passaggi:

  • L’impresa rende pubblica la curva d’offerta del bene o servizio che intende commercializzare e la proposta d’accordo globale di scambio;
  • Attraverso un sistema di prenotazioni raccoglie informazioni che per mettono di costruire una curva di domanda;
  • Elabora i dati a sua disposizione per procedere alla produzione del bene o all’erogazione del servizio alle condizioni descritte nell’accordo di scambio globale.

Il medium ideale per veicolare queste informazioni è ovviamente la rete telematica. È già’ in fase avanzata di progettazione la “Kiko’s Web Server Machine” che costituisce l’applicazione software in grado di diffondere il Pls attraverso il Web (una delle modalità’ dell’uso di Internet più conosciute ed utilizzate dalle imprese). Tuttavia nulla vieta di bypassare completamente il mezzo informatico laddove non vi sia la necessità di avere degli scambi di informazioni in tempi brevi o, comunque, dove si preferisca procedere con una certificazione delle prenotazioni più sicura di quella che allo stato attuale fornisce la Rete. Costituisce sicuramente un vantaggio la possibilità di applicare la tecnologia del micromercato virtuale anche in contesti dove l’infrastruttura telematica è completamente assente ma non è superfluo ribadire che i costi sostenuti per realizzare il micromercato virtuale attraverso una WAN (Wide Area Network) come Internet sono incomparabilmente più bassi, rispetto a quelli di qualsiasi altro canale di raccordo consumatori-imprese.

 

 

Prima fase: costruzione della curva d’offerta.

Il “Kiko’s Price Level System” può essere utile a tutte le produzioni di beni o servizi. I risultati migliori saranno ottenuti nei settori in cui ad alti costi di sviluppo si contrappongono bassi costi di fabbricazione e dove è possibile determinare gli uni e gli altri con una buona approssimazione. Le industrie dei beni immateriali come quella del software o della musica offrono un lampante esempio dei vantaggi offerti da questa tecnologia. In base alla curva dei costi, i manager possono costruirne un’altra che include la remunerazione dei fattori di rischio ed, infine, segmentare quest’ultima in lotti di produzione cui far corrispondere altrettanti livelli di prezzo. Quest’operazione è funzione delle economie di scala e della discrezionalità di chi s’incarica del processo produttivo.

curva-di-produzione-eccellenze

 

Il primo passo consiste nel lancio di un’offerta pubblica di vendita basata sui livelli di prezzo individuati, invitando i potenziali consumatori a prenotare l’acquisto al livello a loro più congeniale. Contestuale alla prenotazione potrebbe essere anche il pagamento parziale del  bene o servizio in questione. L’offerta vincolerà l’organizzazione e chi partecipa all’iniziativa economica al rispetto delle condizioni che vanno sotto il nome di accordo di scambio globale che tra un po’ esamineremo.

 

Livello di prezzo

Lotto minimo di produzione
(prenotazioni minime necessarie)

Prezzo 1

Q1

Prezzo 2

Q2

Prezzo 3

Q3

Prezzo 4

Q4

Prezzo 5

Q5

 

 

La forma e le clausole prescelte per l’offerta pubblica di vendita dipenderanno di volta in volta dal tipo di prodotto o servizio che l’impresa intende realizzare; è possibile tracciare una struttura comune nelle iniziative che intendono sfruttare questa tecnologia:

  • Ogni iniziativa di “Kiko’s Price Level System” prevede che le coppie prezzo/quantità siano ben definite e che su di esse si basino le prenotazioni del pubblico.
  • La costruzione del micromercato virtuale e della curva d’offerta dovranno essere corredate o anticipate dal trasferimento ai potenziali clienti delle informazioni che permetteranno loro di valutare il prodotto, l’iniziativa e le garanzie accessorie necessarie a dare credibilità’ all’operazione.

 La prima fase quindi si sostanzia in una proposta produttiva elaborata da chi ha sviluppato una “business idea” vincolandola al suo accoglimento da parte del pubblico.

 

Seconda fase: costruzione della curva di domanda

Una volta raggiunti tutti i potenziali consumatori, avendo trasferito loro le informazioni necessarie affinché essi possano formarsi un congruo prezzo di riserva, l’organizzazione economica dovrà predisporsi a raccogliere le prenotazioni, segmentate per i livelli di prezzo del bene o servizio proposto. La rappresentazione grafica di queste informazioni, qualora il numero dei soggetti economici interpellati rappresentasse la globalità’ di questi, è proprio la curva di domanda che c’interessava.

mercato-incontro-domanda-offerta

Chi aderisce alle offerte elaborate con il Pls, sarà indotto a svelare il proprio prezzo di riserva perché questo influenzerà l’ordine d’evasione delle prenotazioni e solo indirettamente il prezzo che effettivamente sarà pagato. È possibile immaginare un server web predisposto alla ricezione degli ordini che, prima della scadenza dell’offerta pubblica, segnali in tempo reale a tutti i visitatori del sito le adesioni al progetto produttivo.

Terza fase: l’accordo di scambio globale

Nella stesura dell’offerta pubblica di vendita occorrerà aver chiarito le modalità di raggiungimento dell’accordo di scambio, contemplando la trattazione delle possibili posizioni che può assumere la curva di domanda rispetto a quella dell’offerta. Il contratto dovrà contenere le condizioni sotto le quali l’impresa procede o meno alla produzione e le eventuali clausole accessorie, necessarie ad identificare il comportamento delle parti in tutte le situazioni prospettabili. Si farà rimando in molti casi pratici ad una terza società di certificazione il cui compito sarà quello di dare credibilità all’operazione commerciale. Un richiamo alla legislazione in tema di difesa del consumatore in molti casi sarà sufficiente per le trattative più comuni.

Il cuore dell’accordo rimane in ogni caso il sistema di determinazione del prezzo che l’impresa, attraverso il Pls, può allontanare dalla propria discrezionalità. Molti prodotti di qualità a tutt’oggi sono scalzati da altri di classe inferiore che in virtù di un mix di fattori finiscono per diventare uno standard di difficile riconversione (si pensi all’esempio del sistema Betamax rispetto al Whs oppure ai computer Apple ed ai Pc Ibm-compatibili). Il “Kiko’s Price Level System” ridimensiona l’importanza del prezzo nelle scelte dei consumatori.

Il meccanismo di determinazione varia secondo fattori specifici riguardanti il bene oggetto dell’offerta ma in linea di massima possiamo descrivere la situazione generica seguente:

Stilata la tabella dei livelli di prezzo ogni potenziale consumatore, nei tempi previsti dall’offerta pubblica, esegue la propria prenotazione. Al termine  di questo periodo potrà essere stilata una graduatoria del tipo seguente

Livello di prezzo

Prenotazioni

Prezzo 1

P1

Prezzo 2

P2

Prezzo 3

P3

Prezzo 4

P4

Prezzo 5

P5

 

…potranno essere sommate le prenotazioni di ogni livello con quelle dei livelli superiori

Livello di prezzo

Prenotazioni cumulate

Prezzo 1

C1=P1

Prezzo 2

C2=P2+P1

Prezzo 3

C3=P3+P2+P1

Prezzo 4

C4=P4+P3+P2+P1

Prezzo 5

C5=P5+P4+P3+P2+P1

e confrontate le prenotazioni cumulate con i lotti minimi di produzione. A questo punto sarà chiaro se e dove la curva di domanda interseca quella d’offerta per decidere a che condizioni passare alla fase attuativa del progetto.

 

Se

Allora il prezzo di produzione è*

C1>Q1

Prezzo 1

C1>Q2

Prezzo 2

C3>Q3

Prezzo 3

C4>Q4

Prezzo 4

C5>Q5

Prezzo 5

* Se esiste più’ di un prezzo di produzione allora il prezzo dell’accordo di scambio globale potrebbe essere il più basso tra questi.

Se la curva di domanda non dovesse intersecare quella dell’offerta allora l’impresa che ha istituito il micromercato virtuale può decidere di istituire un nuovo micromercato virtuale, variando i livelli di prezzo e tenendo conto del dato evidenziato dalla risposta del pubblico, o abbandonare il progetto di produzione.

Parte seconda

Prospettive potenziali nei loro lineamenti essenziali

 

Il Pls e l’ecologia

 

 

I miei genitori vivono in un piccolo paese della provincia italiana in cui ancora l’inquinamento atmosferico non ha raggiunto i livelli preoccupanti della città in cui risiedo. Quella zona economicamente depressa presenta più vividamente le contraddizioni di un sistema ecologico in cui la presenza di emissioni nocive potrebbe essere evitata più di quanto effettivamente non avvenga. Pesanti camion ed autobus che percorrono le strade di collina, lasciano nuvole nere “illegali” che contrastano con l’aria ancora salubre di quei luoghi. La legge che regola l’opacità dei fumi di scarico non è fatta rispettare perché nell’immaginario collettivo è presente il significato drammatico dei costi della riconversione dei mezzi di trasporto come strangolo di una già languida economia.

 Il problema dell’inquinamento riguarda lo sfruttamento delle risorse comuni che, in quanto tali sono al tempo stesso di tutti (quando si tratta di goderne) e di nessuno (quando se ne devono pagare i costi).

Generalmente i costi di sviluppo di sistemi più rispettosi dell’ambiente, come ad esempio le auto elettriche, s’infrangono contro quel problema che in economia è definito “dipendenza dal percorso” (path dependance) quindi, quando si crea uno standard “de facto”, sistemi più efficienti che deviino sensibilmente dal suo sviluppo incontrano grosse difficoltà ad affermarsi. A causa del maggior numero di utilizzatori del vecchio sistema, più economico dal punto di vista dei costi vivi, la nuova tecnologia che presenta rischi di perdita totale dell’investimento può trovare grosse difficoltà di diffusione. Per questo ed altri motivi un’auto elettrica costa in media più di una a benzina di pari potenza e la sua diffusione risulta limitata.

Utilizzare il “Kiko’s Price Level System” permette di introdurre nuovi standard più facilmente che in passato se si pensa alla possibilità di scontare in un colpo solo la differenza di prezzo esistente tra una produzione limitata fatta solo per un gruppo di consumatori dallo spirito pionieristico e quella realizzata per un insieme ampio di consumatori informati che allo stesso costo delle vecchie soluzioni, ed a volte anche ad uno più basso, si vede offrire un prodotto migliore.

Supponiamo quindi che una società sia interessata allo sviluppo di un nuovo motore e abbia già realizzato un prototipo che ha il grado di stabilità necessario per essere introdotto sul mercato; questa tecnologia non ha ancora sviluppato attorno a se un numero elevato di consensi visto che i vantaggi insiti nell’innovazione sono compensati dagli svantaggi di non avere un quadro di riferimento ad esso funzionale (ad esempio deve essere ancora completamente creata la rete di assistenza ed un’impresa concorrente sta studiando un tipo di propulsione alternativa). Generalmente in una situazione di questo tipo più che la bontà del prodotto, quello che conta è il battage pubblicitario che attorno ad esso viene sviluppato e quasi sempre vengono premiate le soluzioni che “appaiono” essere più’ a buon mercato.

L’impresa che utilizziamo come esempio potrebbe utilizzare un micromercato virtuale di tipo “allungato” in cui la fase della cessione delle informazioni è anticipata e dilatata attorno al progetto ancora non completamente definito. Spiegando le motivazioni che hanno portato a determinate scelte tecniche, s’invitano i potenziali clienti a provare i vari prototipi costruiti e si congegna una “sensazione di sicurezza” ponendo nelle mani di una terza società la certificazione della rispondenza del prodotto di serie al prototipo provato.

Questo modo di fare impresa non capovolge ma avvicina i ruoli del produttore e del consumatore con ampio vantaggio reciproco. Il lancio dell’offerta pubblica di vendita può dare origine ai consensi sperati e quindi si può passare alla fabbricazione in serie del veicolo oppure, in caso contrario, prendere le giuste contromisure. Qualora la tecnologia dell’impresa concorrente dovesse ricevere più consensi, la prima impresa può decidere di riconvertire il proprio progetto sopportando costi inferiori a quelli che avrebbe sostenuto con altre strategie di produzione.

 

Il Pls® e la salute

Quanto sono costosi i macchinari che aiutano l’uomo a prendersi sempre maggiore cura della propria salute? E quanto si diffondono rapidamente tecniche ispettive nuove per la prevenzione e il trattamento delle malattie? Tutto questo, purtroppo, dipende molto dall’uso che è possibile fare delle risorse economiche a disposizione. In questo settore moltissimi ritrovati della tecnologia non possono essere utilizzati subito dal maggior numero di potenziali interessati per colpa delle inefficienze sistemiche che fanno aumentare costi di sviluppo e di produzione d’impianti innovativi. L’industria informatica ci ha abituato a progressi sbalorditivi nel giro di periodi brevissimi. Computer dal costo di svariati milioni di dollari sono stati superati in quanto a potenza da computer che arrivano a costare centinaia di volte di meno. I costi di sviluppo riescono ad essere assorbiti dalle grandi economie di scala realizzabili in settori in forte espansione ma creano qualche problema quando il numero di “clienti” è esiguo, come nel caso delle strutture sanitarie. Nei sistemi politico-economici in cui la salute è un diritto costituzionalmente garantito, i produttori di macchine ospedaliere si trovano più spesso di fronte un burocrate che ad un manager e logiche non propriamente economiche governano le trattative della loro cessione. La salute non ha prezzo ma per preservarla o curarla devono essere sostenuti dei costi e il budget, spesso limitato, degli ospedali impedisce di accantonare vecchi metodi analitici invasivi a vantaggio di quelli più recenti. Avendo già speso miliardi in un settore diagnostico, la scelta del decisore istituzionale può concentrarsi sul rafforzamento di altri che presentano segni più evidenti di obsolescenza.

Il Pls in questo caso si può immaginare come una concertazione tra i manager degli istituti sanitari, i potenziali pazienti ed i costruttori di macchinari diagnostici.

Un’impresa può presentare all’operatore sanitario il proprio innovativo sistema di diagnosi e quest’ultimo può lanciare un’offerta, concepita secondo il “Kiko’s Price Level System”, vendendo anticipatamente i servizi che da quel macchinario possono scaturire. Il diritto quindi all’utilizzo dell’impianto è al centro dell’offerta pubblica di vendita e può essere ceduto o scambiato in un secondo momento da parte degli aventi diritto a chi presenta maggiori requisiti d’urgenza. Con questo metodo ogni distretto sanitario potrà avere a disposizione macchine sempre all’avanguardia e offrire un servizio migliore al proprio bacino d’utenza, al costo che la comunità tutta è disposta a sopportare.

 

Il Pls® e l’agricoltura

 

Un settore come quello agricolo sembrerebbe il meno indicato per il discorso di pianificazione proposto dal “Kiko’s Price Level System”. Invece proprio in questo campo si sono sviluppate le prime idee che hanno portato all’enucleazione di questa tecnologia, nel tentativo di eliminare una delle tante contraddizioni del sistema capitalistico. In Sicilia, come in altre parti del mondo, ogni anno, quando il raccolto è eccedente rispetto a quelle che sono le aspettative di mercato, come strumento per la politica di sostegno dei prezzi si mandano al macero tonnellate di frutta, quando la popolazione in altre parti del mondo muore di fame. Ovviamente le ragioni di un simile comportamento possono essere considerate valide sotto molti punti di vista ma il mio sforzo non è quello di dimostrare il contrario, quanto di ottenere lo stesso risultato (realizzare una maggior soddisfazione dei produttori) senza un cosi evidente spreco di risorse. I mercati aventi ad oggetto prodotti con rapida deperibilità risentono dell’incapacità dell’uomo di realizzare in tempi brevi il miglior accordo tra domanda ed offerta. Se c’è la possibilità di vendere tutta la produzione prima della sua raccolta, il prezzo può allinearsi su valori soddisfacenti per le parti e se cosi non fosse per una carenza di domanda, non ci sarebbe bisogno di impiegare le proprie energie per raccogliere la parte del raccolto che deve essere distrutta. Il “Kiko’s Price Level System” utilizzato in agricoltura quindi può anche servire ad orientare la produzione in base a quella che è la domanda che si crea periodo dopo periodo. Se dieci produttori d’angurie si accorgono che la richiesta può essere soddisfatta egregiamente da cinque di loro, chi non riceve gli ordinativi necessari può pensare di convertire l’utilizzo dei propri terreni verso altri tipi di raccolto. In un’ottica temporale di più ampio orizzonte, i fenomeni di sovrastima o sottostima della domanda verrebbero più facilmente controllati.

Il micromercato virtuale in agricoltura segue quindi lo schema classico che prevede la prenotazione per vari livelli di prezzo prima dell’inizio del raccolto. Chiaramente le specifiche tecniche del tipo di prodotto consegnato saranno affidate ad una società di certificazione che si occuperà di controllare che la merce rientri negli standard qualitativi promessi.

Nel periodo antecedente la raccolta l’imprenditore agricolo lancia un’offerta pubblica vincolando a se i consumatori previdenti che decideranno di pagare in anticipo la frutta e la verdura che mangeranno qualche mese dopo. L’impresa agricola aprirà porte virtuali a chi è interessato alla missione che essa svolge, mostrando la cura nella scelta dei prodotti di concimazione e quant’altro risulti necessario per coinvolgere il cliente, più che invogliarlo ad interessarsi a lei solo nel momento della transazione finale. La produzione agricola è esposta a variazioni sensibili in base alle condizioni atmosferiche ed altri fenomeni indipendenti dalla volontà umana. Per questo motivo la determinazione dell’accordo globale di scambio sarà effettuata solamente nel periodo successivo, antecedente a quello della raccolta. Con questo metodo quindi in caso di un raccolto scarso, saranno soddisfatte le richieste di chi è disposto a pagare di più e nel caso di un raccolto abbondante non si sconterà nel prezzo il rischio d’impresa di realizzare un mancato profitto in quanto la produzione sarà venduta prima della sua raccolta.

Cosa succede però se il numero di prenotazioni non si rivelasse sufficiente? Il metodo utilizzato per determinare l’accordo di scambio globale dovrà contemplare anche questo aspetto e le parti interessate alla trattativa potranno negoziare il modo con cui colmare il divario avendo dati fondamentali affinché la soluzione possa essere ancora pareto-efficiente.

 

 

 

Considerazioni conclusive

 

E’ stato il denaro ad alimentare la società industriale. Ma nella società dell’informatica, il combustibile, la forza motrice, è dato dalla conoscenza. Abbiamo sott’occhio una nuova struttura di classe: da un lato coloro che sono in possesso delle informazioni, e dall’altro quanti sono costretti ad agire in stato d’ignoranza. E la nuova classe il suo potere non lo deriva dal denaro né dalla terra, bensì dalla conoscenza.

J.K. Galbraith

Jeremy Rifkin nel suo libro “la fine del lavoro” annuncia la dualità della natura della rivoluzione dell’alta tecnologia consistente nella possibilità di diminuire le ore di lavoro grazie alla più elevata produttività ed il pericolo che la stessa conduca ad una depressione globale. La possibilità che si realizzi l’una e l’altra cosa dipende dalla capacità degli uomini di ripartire o meno i proventi dell’economia ispirandosi a criteri di giustizia e di equità. Il sistema dei micromercati virtuali, sebbene sia applicabile dalle imprese senza l’intervento dell’interlocutore pubblico, costituisce per lo stesso una possibilità di riguadagnare il ruolo che ad egli spetta nel definire i delicati problemi che i mercati da soli non riescono a risolvere.

La capacità del sistema dei livelli di prezzo di ridurre il rischio d’impresa e di migliorare la pianificazione delle attività produttive semplifica e indica la possibilità che sia chi governa il territorio a farsi carico dell’appropriazione delle nuove tecnologie riconoscendo in esse la possibilità di migliorare le condizioni in cui le imprese si trovano ad operare ma soprattutto contribuendo all’abbattimento di situazioni monopolistiche che rappresentano un danno certo dal punto di vista del benessere collettivo. Il Pls si presenta sostanzialmente come una tecnologia per promuovere tecnologie innovative ed evidenziare quei settori dove le rendite da posizione non sono economicamente giustificate. Immaginare l’interlocutore pubblico che interviene nella costruzione dei micromercati virtuali, dando la possibilità a chi presume di avere una buona idea, di testarla nella sua prototipazione virtuale non significa snaturarne il ruolo istituzionale.  In un mondo in cui è possibile realizzare questo tipo di accordi è opportuno ridiscutere il ruolo della proprietà dei mezzi di produzione e la ridistribuzione del reddito ma non è questa la sede per affrontare dette argomentazioni.

Il “Kiko’s Price Level System”, in un’ottica macroeconomica si pone come stabilizzatore dinamico dei processi produttivi perché, nella misura in cui riusciamo ad ipotizzarne una diffusione sistemica, propone l’autofinanziamento dei processi produttivi ed un minore ricorso al mercato del credito. Trasformando delle produzioni tradizionali in produzioni su commessa il costo del ricorso al finanziamento esterno potrebbe ridursi considerevolmente per via del minor rischio e del minor fabbisogno di capitale. I partecipanti alle iniziative realizzate con il Pls anticipano, a garanzia della loro partecipazione, parte delle risorse necessarie alla produzione.

Alla data in cui questo lavoro viene presentato ancora non si hanno dati riguardo a casi concreti di attuazione del Pls ma è in via di definizione un accordo con una casa editrice per la sperimentazione del “Kiko’s Price Level System” nel settore dei titoli multimediali. Una sua ulteriore immediata applicazione potrebbe essere nell’industria del software ed in tutte le attività che già oggi si avvalgono proficuamente del commercio elettronico, sperando di poter estendere presto il suo utilizzo anche nei campi descritti nella seconda parte di questo lavoro.

Per l’utilizzo di questa tecnologia è previsto un permesso scritto in maniera gratuita per le organizzazioni non-profit e previo pagamento di una royalty per le società a scopo di lucro parte delle quali verrà destinata ad una fondazione per lo studio ed il monitoraggio dei sistemi economici moderni.

 

 

 

Il tuo sfuggente genio interiore – Elizabeth Gilbert

Sono una scrittrice. Scrivere libri è la mia professione ma è più di questo, ovviamente. E’ anche l’amore ed il fascino della mia vita. E non mi aspetto che possa cambiare. Ma, detto questo, qualcosa di particolare è successo recentemente nella mia vita e nella mia carriera, che mi ha portato a ricalibrare l’intero rapporto con questo lavoro. La cosa particolare è che ho recentemente scritto questo libro, questa biografia chiamata “Mangia, Prega, Ama” la quale, diversamente dai miei precedenti libri, per qualche ragione uscì nel mondo e diventò un grande, sensazionale, bestseller interazionale. Ed il risultato è che ovunque vada ora, le persone mi trattano come se fossi condannata. Davvero — condannata, condannata! Vengono da me ora tutti preoccupati e mi dicono: “Non hai paura di non riuscire più a fare di meglio? Non hai paura di continuare a scrivere per tutta la vita senza poter più essere in grado di creare un libro che possa importare a qualcuno?” che possa importare a qualcuno?”

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E’ rassicurante, sapete. Ma potrebbe andare peggio, a parte quello mi ricordo che più di 20 anni fa, quando cominciai a dire alle persone — ero un’adolescente — che volevo essere una scrittrice. Andavo incontro alla stessa reazione basata dalla paura. E la gente mi diceva, “Non temi di non riuscire ad avere successo? Non hai paura che l’umiliazione del rifiuto ti uccida? Non hai paura di fare questo mestiere per tutta la vita senza che nulla ne venga mai fuori e di morire su un cumulo di sogni infranti con la bocca piena di amare ceneri di fallimento?” (Risate) Cose così, sapete.

01:54
La risposta — la breve risposta a tutte queste domande è: “Si.” Si,ho paura di tutte quelle cose. Ho sempre avuto paura. Ed ho anche paura di molte altre cose che la gente non potrebbe indovinare. Come l’alga e altre cose spaventose. Ma, per quanto riguarda lo scrivere quello che pensavo e mi chiedevo ultimamente è perchè? E’ razionale? E’ logico che chiunque debba aspettarsi di essere spaventato da un lavoro che si sente nato per fare. Ma cosa c’è di così particolare nelle imprese creative da renderci nervosi riguardo alla salute mentale altrui in un modo che altre carriere non fanno? Come mio padre, per esempio, lui era un ingegnere chimico e non ricordo di una sola volta nei suoi 40 anni di attività in cui gli fosse chiesto se avesse paura ad essere ingegnere capite? Non ci fu mai — quel blocco dell’ingegnere John, come va? Non funzionava così, capite? Onestamente, gli ingegneri chimici come gruppo non hanno certamente, nei secoli, guadagnato la reputazione di essere alcolizzati maniaci depressivi. (Risate)

 

03:07
Noi scrittori, abbiamo abbastanza questa reputazione, e non solo scrittori ma creativi di ogni genere, abbiamo questa reputazione di essere enormemente instabili mentalmente. E non resta altro che guardare al triste conteggio dei morti delle magnifiche menti creative che, solo nel ventesimo secolo, morirono giovani e spesso per mano loro. E anche quelli che non si sono suicidati sembrano essere realmente disfatti dai loro doni. Norman Mailer, prima di morire, nell’ultima intervista disse: “Ogni mio libro mi ha ucciso un poco di più” Una straordinaria affermazione riguardo al lavoro della propria vita. Ma non battiamo ciglio quando lo sentiamo dire perché abbiamo sentito queste cose talmente a lungo che in qualche modo abbiamo completamente interiorizzato ed accettato la nozione che la creatività e la sofferenza siano in qualche modo legate e che l’arte, alla fine, condurrà sempre all’angoscia.

04:05
E la domanda che voglio porre a tutti qua oggi è: siete d’accordo con quest’idea? Vi va bene questa cosa — perché anche guardandola da un centimetro di distanza a me non va bene per niente questa supposizione. Penso sia odiosa. E penso sia anche pericolosa e non voglio vederla perpetuata nel prossimo secolo. Penso sia meglio incoraggiare le nostre grandi menti creative a vivere.

04:29
E sicuramente so che, nel mio caso — nella mia situazione — sarebbe molto pericoloso cominciare a fuggire verso quel sentiero oscuro di supposizioni, sopratutto date le circostanze in cui sono nella mia carriera. Ovvero — insomma guardate, sono piuttosto giovane, ho circa 40 anni. Ho ancora circa quattro decadi di lavoro in me. Ed è molto probabile che qualsiasi cosa scriverò d’ora in poi sarà giudicato dal mondo come il lavoro che uscì dopo lo spaventoso successo del mio ultimo libro. Sarò schietta, perché siamo tutti più o meno amici qui — è probabile che il mio più grande successo sia alle mie spalle. Oh, Gesù, che pensiero! Sapete questo è il genere di pensiero che porta una persona a cominciare a bere gin alle nove di mattina ed io non voglio farlo. (Risate) Preferirei continuare a fare questo lavoro che amo.

05:26
Quindi, la domanda diventa, come? E quindi mi sembra, dopo molte riflessioni, che il modo di lavorare per continuare a scrivere sia quello di creare un costrutto psicologico protettivo, ok? Devo in qualche modo trovare una distanza di sicurezza tra me, che sto scrivendo, e la mia naturale ansia su quale reazione quello scritto potrà ottenere E, mentre cercavo per tutto l’anno scorso modelli su come farlo cominciai a guardare attraverso il tempo, cercando di trovare altre società per vedere se potessero avere delle idee migliori e più sane su come aiutare le persone creative a gestire gli inerenti rischi emotivi della creatività.

06:10
E quella ricerca mi ha portato all’antica Grecia e antica Roma. Seguitemi perchè gira in cerchio e poi torna indietro. Nell’antica Grecia e antica Roma — le persone non sembravano credere che la creatività venisse dagli uomini, OK? Si pensava che la creatività fosse questo spirito guardiano divino e che venisse agli uomini da una qualche sorgente distante e sconosciuta, per ragioni distanti e sconosciute. I greci chiamavano questi divini spiriti guardiani della creatività “demoni”. Socrate, meravigliosamente, credeva di avere un demone che elargiva saggezza da lontano. I Romani erano della stessa idea, ma chiamavano quella specie di spirito senza corpo un genio. Il che è grandioso, perché i Romani non pensavano davvero che un genio fosse qualcuno particolarmente intelligente. Credevano che un genio fosse questa specie di entità divina che si credeva vivesse letteralmente nei muri dello studio di un artista, un po’ come l’elfo Dobby, e che venisse fuori ad assistere di nascosto il lavoro dell’artista e a modellare il risultato di quel lavoro.

07:17
Eccezionale — ecco, quella è la distanza della quale parlo — quel costrutto psicologico che ti protegge dai risultati del tuo lavoro. E tutti sapevano che era così che funzionava, giusto? Così gli artisti antichi erano protetti da certe cose, come per esempio il troppo narcisismo, no? Se il tuo lavoro era eccezionale non potevi prendertene tutto il merito, tutti sapevano che eri stato aiutato da questo genio incorporeo. Se il tuo lavoro falliva, non era tutta colpa tua, giusto? Tutti sapevano che era il tuo genio ad essere un incapace. Ed così le persone han concepito la creatività in Occidente per molto tempo.

07:52
Poi il Rinascimento arrivò e tutto cambiò, e nacque questa grande idea; mettiamo l’essere umano al centro dell’universo sopra tutti gli dei e i misteri e senza più lasciare spazio alle creature mitiche che scrivono dettate dalla divinità. Questo fu il principio dell’umanesimo razionale e le persone cominciarono a pensare che la creatività venisse completamente dall’idividuo. E per la prima volta nella storia, si cominciò a riferirsi a questo o quell’artista come ad un genio piuttosto che ad una persona con del genio.

08:21
E devo dirvelo, penso che fu un grosso errore. Penso che permettere a qualcuno, una semplice persona di credere di essere come un recipiente come la fonte, l’essenza e la sorgente di tutti i misteri divini, creativi, inconoscibili ed eterni sia una responsabilità un filo troppo grande da dare alla fragile psiche umana. E’ come chiedere a qualcuno di ingoiare il sole. Deforma e distorce completamente l’ego e crea tutte queste ingestibili aspettative sulla performance. E penso sia stata questa pressione ad aver distrutto gli artisti nei passati 500 anni.

08:59
E, se questo è vero, e penso che lo sia, la domanda diventa, e ora? Possiamo farlo diversamente? Magari tornare ad una comprensione più antica della relazione tra umani e mistero creativo. O forse no. Forse non possiamo cancellare 500 anni di pensiero razionale in un discorso di 18 minuti. E probabilmente c’è gente tra il pubblico che solleverebbe legittimi sospetti scientifici sulla nozione di, insomma, fate che seguono la gente sfregando succo di fata sui loro progetti. Probabilmente non vi convincerò tutti su questa cosa.

09:42
Ma la domanda che vorrei porre è — perché no? Perché non pensarla in questo modo? Perché ha più senso di ogni altra cosa che abbia mai sentito per spiegare l’esasperante imprevedibilità del processo creativo. Un processo che, come chiunque che abbia mai tentato di fare qualcosa — quindi, fondamentalmente, tutti qui — sa, non si comporta razionalmente. E, infatti, può a volte sembrare completamente paranormale.

10:11
Ho fatto questo incontro recentemente con la straordinaria poetessa Ruth Stone, che ha ora 90 anni, ma che è stata una poetessa per tutta la vita e mi disse che durante la sua infanzia nella rurale Virginia, lavorava fuori nei campi, e lo sentiva, dentro di se, quando una poesia le arrivava dal paesaggio. Mi disse che era come un fragoroso treno d’aria. E che arrivava rotolando verso di lei dal paesaggio. Lo sentiva arrivare, poiché faceva tremare la terra sotto i suoi piedi. Sapeva di avere una sola cosa da fare a quel punto ed era di, parole sue, “correre come una matta.” E correva quindi verso casa e veniva inseguita da questa poesia, e non avrebbe dovuto far altro che prendere un pezzo di carta e una matita abbastanza in fretta da, mentre la trapassava, raccoglierla e afferrarla sulla pagina. Altre volte non riusciva ad essere abbastanza veloce, così correva e correva e correva senza riuscire ad arrivare in casa e la poesia le rotolava attraverso e lei la perdeva ed avrebbe continuato a rotolare attraverso il paesaggio, cercando, come disse lei “un altro poeta.” Poi c’erano quelle volte — questo pezzo non lo dimenticherò mai — c’erano dei momenti in cui la stava quasi perdendo, ok? Quindi, stava correndo a casa e stava cercando della carta e la poesia le passava attraverso, e afferrava una matita proprio nel mentre che stava passando, e poi disse, che era come se si allungasse con l’altra mano e la acciuffava. Acciuffava la poesia dalla coda e la rimetteva nel suo corpo e la trascriveva sulla pagina. E in questi casi, la poesia si sarebbe presentata sulla pagina perfetta e intatta ma al contrario, dall’ultima parola alla prima. (Risate)

11:45
Così quando lo sentii pensai — è pazzesco, è esattamente uguale al mio processo creativo. (Risate)

11:56
Non tutto il mio processo creativo — non sono una conduttura! Sono un mulo, ed il mio modo di lavororare è; svegliarmi allo stesso orario ogni giorno e sudare e lavorare e passarci sopra goffamente. Ma persino io, nella mia testardaggine, ho strisciato contro quella cosa, a volte. E immagino che anche molti di voi l’han fatto. Sapete, anche se il lavoro e le idee mi venissero date da una certa fonte non potrei onestamente saperlo. E cos’è questa cosa? E come possiamo relazionarci ad essa in modo da non farci perdere la testa, ma, piuttosto, che ci faccia rimanere sani?

12:28
Per quanto mi riguarda, il migliore esempio contemporaneo che ho è il musicista Tom Waits, il quale ho intervistato diversi anni fa per un giornale. Stavamo parlando di questo, e sapete, Tom, per la maggiorparte della vita è stato l’incarnazione dell’artista tormentato contemporaneo, cercando di controllare, gestire, dominare queste specie di impulsi creativi totalmente interiorizzati.

12:53
Ma poi invecchiò, si calmò, e un giorno mentre stava guidando su un’ autostrada a Los Angeles, cambiò tutto per lui. Stava andando veloce e tutto d’un tratto sente questo piccolo frammento di melodia, che arriva nella sua testa come fa l’ispirazione, elusiva e allettante, e la vuole, sapete, è meravigliosa, e la desidera, ma non sa come prenderla. Non ha un pezzo di carta, non ha una matita, non ha un registratore.

13:17
Così comincia a sentire questa specie di vecchia ansia crescere in lui tipo, “la sto per perdere, e rimarrò ossessionato da questa canzone persempre. Non sono abbastanza bravo e non posso farcela.” E invece di andare nel panico, si fermò. Fermò l’intero processo mentale e fece qualcosa di completamente nuovo. Guardò semplicemente il cielo e disse, “Scusa, non vedi che sto guidando?” (Risate) “Ti sembra che possa scrivere una canzone ora? Se davvero vuoi esistere, torna in un momento più opportuno quando posso prendermi cura di te. Altrimenti, vai ad importunare qualcun’altro oggi. Vai a disturbare Leonard Cohen.”

13:56
E il suo processo lavorativo cambiò dopo questo. Non il lavoro, il lavoro era ancora oscuro come sempre. Ma il processo, e la pesante ansia che lo attorniava era stata rilasciata quando prese il genio, il genio che fuori di lui causava nient’altro che problemi e lo liberò rimandandolo indietro da dove veniva, realizzando che non doveva essere una cosa interiorizzata e tormentata. ma bensì questa peculiare, meravigliosa bizzarra collaborazione una conversazione tra Tom e questa cosa strana ed esterna che però non era Tom.

14:26
Così quanto sentii quella storia cominciò a cambiare un po’ anche il modo in cui lavoravo io e già mi salvò una volta. Questa idea, mi salvò quando stavo scrivendo “Mangia, Prega, Ama”, e caddi in una di quelle cave della disperazione in cui cadiamo tutti quando stiamo lavorando su qualcosa e non ci riusciamo e si comincia a pensare che sarà un disastro, che quello sarà il peggior libro mai scritto. Non solo brutto, proprio il peggior libro scritto. E cominciai a pensare di gettare questo progetto. Ma poi mi ricordai di Tom che parlava all’aria e ci provai. Così alzai la mia faccia in su dal manoscritto e diressi i miei commenti ad un angolo vuoto della stanza. E dissi ad alta voci, “Senti, cosa, entrambi sappiamo che se questo libro non sarà brillante non sarà interamente colpa mia, no? Perché come vedi io ci sto mettendo tutto quello che ho, non ho più di questo. Quindi se vuoi che sia migliore, devi presentarti e fare la tua parte. Ok. Ma se non lo fai, sai cosa, non me ne frega niente. Continuerò a scrivere lo stesso perchè è il mio lavoro. E vorrei per favore che fosse registrato che io oggi mi sono presentata per fare la mia parte” (Risate)

15:32
Perché — (Applausi) alla fine è così, OK — secoli fa nei deserti dell’Africa del Nord la gente si radunava per delle danze al chiaro di luna, danze e musica sacra che andavano avanti per ore e ore fino all’alba. Ed erano sempre magnifiche, perché i ballerini erano professionisti ed erano fantastici. Ma ogni tanto, raramente, qualcosa succedeva, e uno di questi artisti diventava in realtà trascendente. E so che sapete di cosa parlo, perchè so che l’avete vista tutti, ad un certo punto, una performance così. Era come se il tempo si fermasse, e il ballerino camminasse attraverso una specie di portale e non stava facendo niente di diverso dal solito, come le 1000 notti prima, ma tutto si allineava. E all’improvviso non apparve solamente come un umano. Ma si accese dal didentro e da sotto illuminato nel fuoco della divinità.

16:25
E quando questo succedeva, ai tempi, le persone sapevano ciò che era, lo chiamavano col suo nome. Congiungevano le mani e cominciavano a cantare, “Allah, Allah,Allah, Dio Dio, Dio”. Quello è Dio, sapete. Curiosa nota storica — quando i Mori invasero il sud della Spagna, presero questa abitudine con loro e la pronuncia cambiò nei secoli da “Allah, Allah, Allah” a “Ole, ole, ole”, che ancora potete sentire nelle corride o nel flamenco. In Spagna, quando un artista ha fatto qualcosa di impossibile e magico, “Allah, ole, ole, Allah, magnifico, bravo,” incomprensibile, eccolo — uno scorcio di Dio. Ed è grandioso perchè ne abbiamo bisogno.

17:10
Ma, il problema arriva il giorno dopo, per il ballerino stesso, quando si sveglia e scopre che sono le 11 del mattino di Martedì e lo scorcio di Dio non c’è più. E’ semplicemente un mortale con gran male alle ginocchia, e forse non riuscirà mai più ad ascendere a quell’altezza. E forse nessuno canterà il nome di Dio ancora mentre gira, e cosa quindi deve fare col resto della sua vita? E’ difficile. Questa è una delle riconciliazioni più dolorose da fare in una vita creativa. Ma forse non deve per forza essere così angosciante se riuscite a non credere, anzitutto, che gli aspetti più straordinari del vostro essere vengono da voi stessi. Ma credeste semplicemente che vi vengono dati in prestito da una inimmaginabile fonte di questa squisita parte della vostra vita che dovete poi passare a qualcun’altro quando avete finito. E, sapete, se la pensiamo in questo modo tutto cambia.

18:07
E così ho cominciato a pensarla, ed è sicuramente come l’ho pensata per diversi mesi durante la lavorazione del libro che pubblicherò presto, il pericoloso, spaventoso, attesissimo seguito del mio grandioso successo.

18:21
E quel che devo continuare a dirmi quando mi sento elettrizzata da questo è, non aver paura. Non scoraggiarti. Fa solo il tuo lavoro. Continua a presentarti per la tua parte, qualsiasi possa essere. Se il tuo lavoro è ballare, balla. Se il divino, assurdo genio a te assegnato decide di lasciar scorgere qualche tipo di meraviglia, per un solo momento attraverso i tuoi sforzi, allora “Ole!” Altrimenti, fai lo stesso la tua danza. E “Ole!” a te lo stesso. Io ci credo e credo si debba insegnarlo. “Ole!” a te lo stesso, anche solo per aver avuto amore umano e testardaggine tali tali da farti presentare continuamente.

19:03
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